·

Adozione della tecnologia

Adozione della tecnologia

Assistenza secondaria o ospedale

Assistenza secondaria o ospedale

IT sanitario / CIO

IT sanitario / CIO

Sistemi di gestione sanitaria ampiamente utilizzati in Italia

Esplora il panorama frammentato dei sistemi di gestione sanitaria in Italia. Confronta Dedalus, GPI, Engineering e altre piattaforme che modellano l'IT sanitario regionale

Il panorama degli strumenti di gestione dell'assistenza in Italia è frammentato a livello regionale, ma sta convergendo verso standard condivisi. Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) ha accelerato gli investimenti nella sanità digitale, mentre l'autonomia regionale continua a determinare quali piattaforme si affermano e dove. Per i decisori che valutano l'infrastruttura clinica, comprendere il quadro reale degli strumenti è un prerequisito per qualsiasi decisione di approvvigionamento informata.

Come è organizzata la sanità italiana e perché questo influenza l'adozione degli strumenti

Il Servizio Sanitario Nazionale (SSN) italiano non è un sistema monolitico. Opera attraverso 21 regioni, ciascuna con significativa autonomia amministrativa e finanziaria sull'approvvigionamento IT sanitario. L'adozione delle piattaforme è raramente di portata nazionale: è tipicamente regionale, e talvolta sub-regionale, determinata dalle priorità e dai budget delle singole Aziende Sanitarie.

La conseguenza pratica è un mercato frammentato. Una piattaforma che domina in Lombardia può avere una presenza minima in Calabria. Le iniziative IT sanitarie regionali, come SISS in Lombardia, SOLE in Emilia-Romagna e i vari CUP regionali, hanno creato ecosistemi tecnologici distinti con cui i fornitori devono integrarsi.

Anche il contesto assistenziale è importante. L'Italia distingue tra:

  • Assistenza primaria, erogata in gran parte dai Medici di Medicina Generale (MMG), che operano in modo semi-indipendente e utilizzano software dedicati di gestione dello studio

  • Assistenza specialistica, erogata negli ospedali (Aziende Ospedaliere) e in contesti ambulatoriali specialistici, dove vengono implementati sistemi informativi ospedalieri completi e piattaforme di cartelle cliniche

  • Assistenza territoriale integrata, erogata attraverso la rete emergente delle Case della Comunità, un modello finanziato dal PNRR progettato per coordinare la gestione delle malattie croniche e l'assistenza preventiva al di fuori delle strutture ospedaliere

L'adozione degli strumenti differisce significativamente tra questi contesti. I decisori dovrebbero essere chiari su quale contesto assistenziale stanno approvvigionando.

Cosa significa sistema di gestione dell'assistenza nel contesto italiano

Il termine "sistema di gestione dell'assistenza" non corrisponde in modo preciso a una singola categoria di prodotto in Italia. In pratica, abbraccia diversi tipi di strumenti sovrapposti:

  • Cartella Clinica Elettronica (CCE), l'equivalente italiano di un sistema di cartelle cliniche, utilizzato per documentare gli incontri clinici, gestire le cartelle dei pazienti e supportare il coordinamento dell'assistenza all'interno di una struttura

  • Fascicolo Sanitario Elettronico (FSE), il riepilogo sanitario nazionale del paziente accessibile tra fornitori e regioni, distinto dalla CCE ma interconnesso con essa

  • Sistemi Informativi Ospedalieri (HIS), piattaforme amministrative e operative che gestiscono ammissioni, programmazione, fatturazione e allocazione delle risorse

  • Software di gestione dell'assistenza primaria, strumenti a livello di studio utilizzati dai medici di base per la documentazione clinica quotidiana e la gestione dei pazienti

  • Piattaforme di telemedicina e monitoraggio remoto, finanziate attraverso il PNRR e integrate nei percorsi delle malattie croniche

È importante distinguere la CCE (uno strumento di documentazione clinica all'interno di una struttura) dal FSE (una cartella paziente longitudinale accessibile in tutto il sistema). I decisori che valutano le piattaforme dovrebbero essere precisi su quale funzione stanno approvvigionando. Confondere i due è una fonte comune di incomprensioni nelle discussioni di approvvigionamento italiane.

Secondo i dati dell'Osservatorio Sanità Digitale 2025 della School of Management del Politecnico di Milano, l'85% delle strutture sanitarie italiane dispone ora di una CCE attiva. Gli investimenti nella sanità digitale hanno raggiunto i 2,47 miliardi di euro nel 2024, con un aumento del 12% rispetto all'anno precedente. La CCE rimane tra le principali priorità di investimento a livello nazionale.

Le piattaforme di gestione dell'assistenza più utilizzate in Italia

Dedalus

Dedalus è ampiamente considerato il principale fornitore di IT sanitario in Italia e in tutta Europa. Il suo portafoglio comprende CCE, sistemi informativi di radiologia, sistemi di laboratorio e piattaforme di coordinamento dell'assistenza, con installazioni in ospedali pubblici, aziende sanitarie regionali e reti diagnostiche in tutta Italia.

La sua piattaforma Dedalus DC4H (Digital Connect 4 Health) è costruita su un'architettura aperta basata su FHIR (Fast Healthcare Interoperability Resources, uno standard di interoperabilità sanitaria) progettata per integrare i dati clinici tra i diversi contesti assistenziali, una caratteristica rilevante considerando i requisiti di interoperabilità del FSE 2.0. Dedalus ha storicamente acquisito diverse aziende IT sanitarie italiane ed europee, inclusa la divisione software clinico di Agfa HealthCare, conferendole una significativa base installata nelle organizzazioni sanitarie pubbliche italiane.

L'azienda è anche partner nominato dell'Osservatorio Sanità Digitale del Politecnico di Milano, a conferma della sua posizione centrale nell'ecosistema di ricerca e policy del mercato italiano.

Engineering Group (Engineering Sanità)

Engineering Group è una delle più grandi aziende di servizi IT in Italia e un importante fornitore di sistemi informativi ospedalieri e software di gestione dell'assistenza per le organizzazioni sanitarie pubbliche. La sua suite AREAS, che copre ADT (ammissioni, dimissioni e trasferimenti), gestione del pronto soccorso e flussi di lavoro clinici, è implementata in diverse aziende sanitarie regionali italiane e reti ospedaliere.

Un documento di approvvigionamento dell'AULSS 9 Scaligera in Veneto elenca i sistemi AREAS-ADTWeb e AREAS-PSWeb di Engineering come attivi nell'azienda, insieme a piattaforme di Dedalus, GPI ed Exprivia. Questo illustra la realtà multi-fornitore tipica degli ambienti IT sanitari pubblici italiani.

Engineering è anche partner nominato dell'osservatorio del Polimi. La sua presenza nei flussi di lavoro di assistenza integrata e amministrativi la rende un attore significativo in qualsiasi gara regionale di sanità digitale.

GPI S.p.A.

GPI è un'azienda IT sanitaria italiana con un forte focus su software clinico, sanità digitale e gestione dell'assistenza sociale. Ha ottenuto alcuni dei più grandi contratti di approvvigionamento CCE in Italia negli ultimi anni.

In particolare, GPI ha vinto la gara pubblica per fornire la CCE regionale per le entità sanitarie in Lombardia, la regione più grande d'Italia per popolazione e PIL, e una delle regioni più avanzate digitalmente in ambito sanitario, in un contratto del valore riportato di 32,7 milioni di euro. Questo posiziona GPI come fornitore CCE di primo livello su scala regionale, con un sito di riferimento di peso significativo.

I sistemi IE-DEA e IE-Cartella di GPI sono anche elencati come attivi nella documentazione di approvvigionamento dell'AULSS 9 Scaligera del Veneto, suggerendo un'implementazione multi-regionale.

Exprivia

Exprivia è un gruppo tecnologico italiano con una divisione sanitaria dedicata. La sua suite CCE gestisce l'intero percorso del paziente dall'ammissione alla dimissione. Il suo sistema ERIS RIS/PACS gestisce le informazioni radiologiche e i flussi di lavoro di imaging. Exprivia è elencata tra i principali fornitori nell'ecosistema dei partner dell'osservatorio del Polimi e risulta in uso attivo nell'infrastruttura sanitaria regionale del Veneto.

InterSystems TrakCare

InterSystems TrakCare è una piattaforma sanitaria unificata internazionale adottata in contesti di assistenza specialistica italiani. I suoi punti di forza risiedono nell'interoperabilità, nella gestione strutturata dei dati clinici e nella capacità di presentare una cartella paziente unificata tra reparti e contesti assistenziali. L'analisi del mercato italiano identifica InterSystems insieme a Dedalus, Exprivia ed Engineering tra i sistemi dominanti nel mercato del software ospedaliero italiano.

TrakCare è particolarmente rilevante per le organizzazioni che cercano l'integrazione dei dati clinici tra reparti, una priorità cresciuta con i requisiti di conformità del FSE 2.0.

Philips TASY e Oracle Health (Cerner)

Le piattaforme internazionali, tra cui Philips TASY e Oracle Health (precedentemente Cerner), hanno una presenza in specifiche reti ospedaliere italiane e gruppi di assistenza privata. I loro principali casi d'uso si concentrano sulla documentazione clinica, il coordinamento dell'assistenza e la gestione delle operazioni ospedaliere. Queste piattaforme tendono a essere adottate da grandi gruppi ospedalieri privati o da istituzioni pubbliche che hanno scelto quadri di approvvigionamento internazionali, piuttosto che nel tipico contesto delle aziende sanitarie regionali dove predominano i fornitori nazionali.

Oracle Health è elencato come partner nominato dell'Osservatorio Sanità Digitale 2025, indicando una presenza commerciale attiva nel mercato italiano.

Il FSE 2.0: il quadro nazionale italiano delle cartelle sanitarie

Il Fascicolo Sanitario Elettronico 2.0 non è di per sé una piattaforma di gestione dell'assistenza, ma rappresenta il livello di interoperabilità fondamentale con cui tutti gli strumenti di gestione dell'assistenza in Italia devono ora integrarsi. È un'iniziativa nazionale che dà ai pazienti accesso alla loro cartella sanitaria longitudinale tra fornitori e regioni. Richiede a tutti i sistemi clinici di condividere dati strutturati in formati standardizzati. Questo requisito di documentazione clinica coerente tra i fornitori è centrale per il funzionamento pratico del FSE 2.0.

L'analisi del panorama della sanità digitale post-PNRR in Italia identifica il FSE 2.0, insieme alla CCE e alle piattaforme di telemedicina, come uno dei tre pilastri che guidano la digitalizzazione sanitaria italiana. La conformità al FSE 2.0 è diventata un requisito di approvvigionamento de facto. I fornitori che non possono dimostrare l'integrazione con il quadro nazionale affrontano barriere significative.

Nonostante i progressi, un aggiornamento del 2026 dell'osservatorio del Polimi rileva che solo il 48% dei medici specialisti aveva avuto accesso al FSE. La mancanza di integrazione tra i sistemi ospedalieri e il FSE rimane una barriera chiave alla continuità dell'assistenza.

Strumenti comunemente utilizzati nell'assistenza primaria e nella medicina generale

I medici di base italiani operano in un ambiente di approvvigionamento distinto rispetto agli ospedali. Tipicamente selezionano il software di gestione dello studio in modo indipendente o tramite la propria azienda sanitaria regionale. Gli strumenti che utilizzano differiscono notevolmente dalle piattaforme di assistenza specialistica.

Le piattaforme software per medici di base più utilizzate in Italia includono:

  • Millewin, uno dei sistemi di gestione clinica più consolidati e ampiamente adottati dai medici di base italiani, che copre cartelle dei pazienti, prescrizioni, invii e integrazione con la rete regionale

  • Medikey, una piattaforma di assistenza primaria molto diffusa che offre documentazione clinica, programmazione dei pazienti e integrazione con i sistemi IT sanitari regionali

  • Lynx, utilizzato in contesti di assistenza primaria per la documentazione clinica e i flussi di lavoro di gestione dei pazienti

Queste piattaforme gestiscono la documentazione clinica quotidiana, il follow-up delle malattie croniche, la generazione di certificati di malattia, le comunicazioni ai pazienti e l'integrazione con i sistemi CUP (Centro Unico di Prenotazione) regionali. La loro integrazione con il FSE 2.0 è un'area di sviluppo in corso, poiché il quadro nazionale richiede il contributo di dati a livello di medico di base alla cartella longitudinale del paziente.

Strumenti digitali emergenti: telemedicina, monitoraggio remoto e IA

I finanziamenti del PNRR, per un totale di miliardi di euro destinati al sistema sanitario italiano attraverso il programma Missione 6 Salute, hanno accelerato gli investimenti in strumenti digitali oltre la CCE di base. Tre categorie stanno guadagnando particolare slancio.

Le piattaforme di telemedicina e consulto remoto si sono espanse significativamente dal 2021, supportate dalle linee guida nazionali pubblicate dal Ministero della Salute e dai programmi di implementazione regionali. I percorsi di gestione delle malattie croniche, in particolare per diabete, malattie cardiovascolari e condizioni respiratorie, stanno incorporando il monitoraggio remoto strutturato.

Il progetto GATEKEEPER finanziato dall'UE, che includeva l'Italia tra i sette siti di implementazione europei, ha sperimentato un quadro di sanità digitale interoperabile per le popolazioni anziane. Ha testato casi d'uso tra cui il monitoraggio tramite dispositivi indossabili per la broncopneumopatia cronica ostruttiva e l'insufficienza cardiaca, la gestione glicemica per il diabete e le previsioni basate su machine learning (apprendimento automatico) per l'ipertensione. La sua metodologia per la selezione dei siti di implementazione e l'abbinamento degli strumenti alla complessità della popolazione offre un quadro utile per le organizzazioni che progettano programmi di assistenza integrata.

L'integrazione dell'IA (intelligenza artificiale) nei flussi di lavoro clinici è un'area ancora agli inizi ma in rapida crescita. Secondo i dati del sondaggio dell'aggiornamento 2026 dell'osservatorio del Polimi, il 61% degli specialisti e dei medici di base intervistati ha riferito di aver utilizzato strumenti di IA generativa in qualche forma, sebbene questa cifra rifletta l'uso auto-riferito e debba essere verificata per dimensione del campione e metodologia. Il supporto decisionale clinico e la documentazione assistita da IA sono i punti di ingresso più comuni, sebbene l'integrazione formale nelle piattaforme di gestione dell'assistenza certificate rimanga limitata in questa fase.

L'analisi predittiva per il coordinamento dell'assistenza, in particolare per la prevenzione dei ricoveri e la gestione delle malattie croniche, è un'altra area di crescente interesse. Le evidenze da sistemi sanitari integrati altrove, come il Transitions Program di Kaiser Permanente, suggeriscono un'associazione tra il coordinamento dell'assistenza guidato dall'analisi predittiva e la riduzione dei tassi di ricovero a 30 giorni. Questo fornisce un punto di riferimento per le organizzazioni italiane che progettano programmi simili all'interno della propria infrastruttura CCE e di gestione dell'assistenza.

Fattori chiave che guidano e rallentano l'adozione in Italia

Comprendere l'ambiente di adozione è importante quanto conoscere gli strumenti stessi. Diverse forze stanno simultaneamente accelerando e limitando l'implementazione della sanità digitale in tutta Italia.

Fattori che guidano l'adozione:

  • I finanziamenti del PNRR hanno creato incentivi finanziari a tempo determinato per le organizzazioni sanitarie, con obiettivi specifici legati all'implementazione della CCE, all'integrazione del FSE 2.0 e alla capacità di telemedicina

  • I requisiti di conformità del FSE 2.0 stanno rimodellando le decisioni di approvvigionamento, imponendo di fatto standard di interoperabilità che favoriscono i fornitori con comprovata integrazione del quadro nazionale

  • Le strategie IT sanitarie regionali nelle regioni più avanzate (Lombardia, Emilia-Romagna, Veneto, Toscana) stanno guidando il consolidamento coordinato delle piattaforme e creando modelli di riferimento per altre regioni

Barriere all'adozione:

  • Le dipendenze dai sistemi legacy sono significative. Come documentato da Arcadia, citando dati ISTAT e AGENAS, le lacune tecnologiche, formative e normative fanno sì che la digitalizzazione non sia ancora completa in molte strutture

  • La frammentazione regionale significa che anche le iniziative nazionali ben finanziate affrontano tempistiche di implementazione incoerenti e livelli variabili di capacità tecnica locale

  • La mancanza di integrazione tra i sistemi ospedalieri e il FSE rimane una barriera persistente, come notato dall'osservatorio del Polimi

  • La resistenza dei clinici all'onere documentale è un fattore documentato nell'adozione della CCE. Dove le nuove piattaforme aumentano il carico di lavoro amministrativo senza ridurre il carico cognitivo, l'adozione tra il personale clinico può essere lenta indipendentemente dal mandato organizzativo

Le evidenze sui risultati dell'adozione della sanità digitale non sono uniformemente positive. Una revisione sistematica del machine learning applicato alle cartelle sanitarie amministrative ha rilevato che, sebbene il campo stia accelerando, gli studi rimangono in gran parte disconnessi tra loro. Le limitazioni dovute alla qualità dei dati e alle tecniche utilizzate limitano l'utilità degli strumenti di analisi nella pratica. I decisori dovrebbero essere cauti riguardo alle affermazioni dei fornitori sulle capacità di gestione dell'assistenza guidate dall'IA che non sono ancora validate nel contesto normativo e clinico italiano.

Cosa dovrebbero valutare i decisori quando esaminano queste piattaforme

Per i decisori sanitari in Italia, che si trovino in un'azienda sanitaria regionale, in un ospedale o in un gruppo privato, i seguenti criteri sono i più operativamente rilevanti quando si valutano le piattaforme di gestione dell'assistenza:

  • Conformità al FSE 2.0 e interoperabilità: la piattaforma può scambiare dati clinici strutturati con il quadro FSE nazionale utilizzando standard basati su FHIR? Questo è un requisito imprescindibile per l'approvvigionamento nel settore pubblico.

  • Siti di riferimento regionali: il fornitore ha implementazioni attive e verificabili nella vostra regione o in regioni comparabili? L'ambiente multi-fornitore documentato in aziende come l'AULSS 9 Scaligera illustra l'importanza di comprendere la storia di integrazione locale.

  • Integrazione con i sistemi legacy esistenti: quale middleware o quali API (application programming interface, interfacce di programmazione applicativa) offre la piattaforma per connettersi con i sistemi informativi ospedalieri, di radiologia, di laboratorio e di programmazione già in uso?

  • Allineamento al GDPR (Regolamento generale sulla protezione dei dati): dove vengono elaborati e archiviati i dati dei pazienti? La residenza dei dati nell'UE è un requisito per le organizzazioni sanitarie pubbliche, e la certificazione ISO 27001 è una garanzia di sicurezza di base.

  • Supporto per la documentazione clinica strutturata: la piattaforma supporta note strutturate e codifica clinica (SNOMED/ICD) in modo da ridurre l'onere documentale per i clinici piuttosto che aumentarlo?

  • Stabilità del fornitore e modello di supporto: dati i lunghi cicli contrattuali tipici dell'approvvigionamento sanitario pubblico italiano, la stabilità finanziaria del fornitore, la capacità di supporto locale e la trasparenza della roadmap sono considerazioni fondamentali.

  • Adattamento al contesto assistenziale: la piattaforma è progettata per il contesto assistenziale specifico, che si tratti di assistenza primaria, assistenza specialistica o assistenza territoriale integrata, in cui verrà implementata? Gli strumenti progettati per contesti ospedalieri potrebbero non essere appropriati per le Case della Comunità o per gli studi dei medici di base.

Navigare nel panorama della gestione dell'assistenza in Italia

Il panorama degli strumenti di gestione dell'assistenza in Italia è frammentato a livello regionale, ma sta convergendo verso un insieme comune di standard e aspettative. Il FSE 2.0 sta diventando una spina dorsale de facto, rimodellando ciò che i fornitori devono offrire. Dedalus, Engineering, GPI ed Exprivia dominano il mercato degli ospedali pubblici e delle aziende sanitarie regionali. InterSystems TrakCare detiene una posizione significativa nell'interoperabilità dell'assistenza specialistica. L'assistenza primaria rimane servita da piattaforme dedicate per medici di base come Millewin, Medikey e Lynx.

Gli investimenti del PNRR hanno creato uno slancio reale, con la spesa per la sanità digitale che ha raggiunto i 2,47 miliardi di euro nel 2024. Il divario tra investimenti e adozione clinica coerente è un promemoria che l'approvvigionamento tecnologico da solo non determina i risultati. Meno della metà degli specialisti aveva avuto accesso al FSE nel 2026. La capacità di integrazione, l'usabilità per i clinici e la capacità di implementazione regionale sono fattori altrettanto determinanti.

La domanda più importante per i decisori non è quale piattaforma sia teoricamente la migliore, ma quale piattaforma abbia dimostrato integrazione con l'infrastruttura IT sanitaria nazionale e regionale italiana, una base di riferimento credibile in organizzazioni comparabili e la capacità del fornitore di supportare un'implementazione pluriennale in un ambiente complesso e multi-stakeholder.

Domande frequenti

▶ Quali piattaforme di gestione dell'assistenza sono più utilizzate negli ospedali italiani?

Dedalus, Engineering Group, GPI ed Exprivia dominano il mercato degli ospedali pubblici e delle aziende sanitarie regionali in Italia. InterSystems TrakCare detiene una posizione significativa nell'interoperabilità dell'assistenza specialistica. Le piattaforme internazionali come Philips TASY e Oracle Health sono presenti in specifici gruppi ospedalieri privati e istituzioni pubbliche di maggiori dimensioni, ma i fornitori nazionali predominano nella maggior parte delle gare delle aziende sanitarie regionali.

▶ Qual è la differenza tra la Cartella Clinica Elettronica e il Fascicolo Sanitario Elettronico?

La Cartella Clinica Elettronica (CCE) è un sistema di cartelle cliniche utilizzato per documentare gli incontri e gestire le cartelle dei pazienti all'interno di una singola struttura. Il Fascicolo Sanitario Elettronico (FSE) è un riepilogo sanitario nazionale del paziente accessibile tra fornitori e regioni. La CCE è uno strumento di documentazione a livello di struttura; il FSE è una cartella longitudinale che abbraccia l'intero sistema. Confondere i due è una fonte comune di incomprensioni nelle discussioni di approvvigionamento italiane.

▶ Perché il mercato degli strumenti di gestione dell'assistenza in Italia è così frammentato?

Il Servizio Sanitario Nazionale italiano opera attraverso 21 regioni, ciascuna con significativa autonomia amministrativa e finanziaria sull'approvvigionamento IT sanitario. L'adozione delle piattaforme è tipicamente regionale, e talvolta sub-regionale, determinata dalle priorità e dai budget delle singole Aziende Sanitarie. Le iniziative IT sanitarie regionali come SISS in Lombardia e SOLE in Emilia-Romagna hanno creato ecosistemi tecnologici distinti con cui i fornitori devono integrarsi.

▶ Quale software utilizzano i medici di base italiani per la documentazione clinica?

I medici di base italiani (Medici di Medicina Generale) utilizzano più comunemente piattaforme dedicate di gestione dello studio piuttosto che sistemi ospedalieri. Le opzioni più diffuse includono Millewin, Medikey e Lynx. Questi strumenti gestiscono la documentazione clinica quotidiana, il follow-up delle malattie croniche, la generazione di certificati di malattia, le comunicazioni ai pazienti e l'integrazione con i sistemi di prenotazione centralizzati regionali. La loro integrazione con il quadro nazionale FSE 2.0 è un'area di sviluppo in corso.

▶ Cos'è il FSE 2.0 e perché è importante per le decisioni di approvvigionamento?

Il Fascicolo Sanitario Elettronico 2.0 è il quadro di interoperabilità nazionale italiano, che richiede a tutti i sistemi clinici di condividere dati strutturati in formati standardizzati utilizzando gli standard Fast Healthcare Interoperability Resources (FHIR). La conformità al FSE 2.0 è diventata un requisito di approvvigionamento de facto. I fornitori che non possono dimostrare l'integrazione con il quadro nazionale affrontano barriere significative. Nel 2026, solo il 48% dei medici specialisti aveva avuto accesso al FSE. La mancanza di integrazione tra i sistemi ospedalieri e il FSE rimane una barriera chiave alla continuità dell'assistenza.

▶ Come hanno influenzato i finanziamenti del PNRR gli investimenti nella sanità digitale in Italia?

Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) ha creato incentivi finanziari a tempo determinato per le organizzazioni sanitarie, con obiettivi specifici legati all'implementazione della CCE, all'integrazione del FSE 2.0 e alla capacità di telemedicina. Gli investimenti nella sanità digitale hanno raggiunto i 2,47 miliardi di euro nel 2024, con un aumento del 12% rispetto all'anno precedente, secondo l'Osservatorio Sanità Digitale 2025 della School of Management del Politecnico di Milano. La CCE rimane tra le principali priorità di investimento a livello nazionale.

▶ Quali sono le principali barriere all'adozione delle piattaforme di gestione dell'assistenza in Italia?

Quattro barriere ricorrono costantemente. Le dipendenze dai sistemi legacy fanno sì che molte strutture non possano facilmente sostituire o integrare le piattaforme esistenti. La frammentazione regionale produce tempistiche di implementazione incoerenti e capacità tecniche locali variabili. La mancanza di integrazione tra i sistemi ospedalieri e il FSE interrompe la continuità dell'assistenza. La resistenza dei clinici all'aumento dell'onere documentale rallenta anche l'adozione, in particolare dove le nuove piattaforme aggiungono carico di lavoro amministrativo senza ridurre il carico cognitivo.

▶ Quale ruolo sta giocando l'IA nei flussi di lavoro clinici italiani?

L'integrazione dell'IA nei flussi di lavoro clinici è un'area ancora agli inizi ma in crescita. I dati del sondaggio dell'aggiornamento 2026 dell'osservatorio del Polimi hanno rilevato che il 61% degli specialisti e dei medici di base intervistati ha riferito di aver utilizzato strumenti di IA generativa in qualche forma, sebbene questa cifra rifletta l'uso auto-riferito. Il supporto decisionale clinico e la documentazione assistita da IA sono i punti di ingresso più comuni. L'integrazione formale nelle piattaforme di gestione dell'assistenza certificate rimane limitata. I decisori dovrebbero essere cauti riguardo alle affermazioni dei fornitori sulle capacità guidate dall'IA che non sono ancora validate nel contesto normativo e clinico italiano.

▶ Quali criteri dovrebbero utilizzare i decisori quando valutano le piattaforme di gestione dell'assistenza in Italia?

I criteri più operativamente rilevanti includono la conformità al FSE 2.0 e l'interoperabilità basata su FHIR, siti di riferimento regionali attivi in organizzazioni comparabili, capacità di integrazione con i sistemi legacy esistenti, allineamento al Regolamento generale sulla protezione dei dati (GDPR) e residenza dei dati nell'UE, supporto per la documentazione clinica strutturata e la codifica clinica, stabilità finanziaria del fornitore e capacità di supporto locale, e adattamento al contesto assistenziale specifico, che si tratti di assistenza primaria, assistenza specialistica o assistenza territoriale integrata. La domanda chiave non è quale piattaforma sia teoricamente la migliore, ma quale abbia dimostrato integrazione con l'infrastruttura IT sanitaria nazionale e regionale italiana.

▶ Cosa sono le Case della Comunità e come influenzano la selezione degli strumenti?

Le Case della Comunità sono una rete di hub sanitari territoriali finanziati dal PNRR, progettati per coordinare la gestione delle malattie croniche e l'assistenza preventiva al di fuori delle strutture ospedaliere. Rappresentano un contesto assistenziale distinto con requisiti di strumenti diversi sia dagli studi dei medici di base dell'assistenza primaria sia dagli ospedali dell'assistenza specialistica. I decisori che approvvigionano per questi contesti dovrebbero valutare se una piattaforma è progettata per i flussi di lavoro di assistenza territoriale integrata, piuttosto che presumere che gli strumenti costruiti per ambienti ospedalieri o di medici di base siano automaticamente trasferibili.

Inizia a usare Tandem oggi stesso

Unisciti a migliaia di operatori sanitari che scelgono referti senza stress.

Inizia a usare Tandem oggi stesso

Unisciti a migliaia di operatori sanitari che scelgono referti senza stress.

Inizia a usare Tandem oggi stesso

Unisciti a migliaia di operatori sanitari che scelgono referti senza stress.