Sistemi di cartelle cliniche per l'assistenza primaria italiana
Esplora il panorama frammentato dei software per medici di base in Italia. Scopri Millewin, PROFIM, Medico2000 e i modelli di adozione regionali

Il sistema di assistenza primaria italiano presenta un panorama di sanità digitale unico, modellato dall'autonomia regionale, da accordi di lavoro autonomo e da un ecosistema consolidato di fornitori di software clinici in concorrenza. I medici di base italiani, noti come Medici di Medicina Generale (MMG), operano prevalentemente come liberi professionisti con contratti stipulati dal Servizio Sanitario Nazionale (SSN). Le decisioni su quale sistema di gestione delle cartelle cliniche adottare in uno studio medico sono raramente prese a livello nazionale. L'adozione del software è guidata da una combinazione di preferenze delle autorità sanitarie regionali, requisiti di interoperabilità e scelta individuale del medico di base, dando vita a un mosaico frammentato ma funzionante di sistemi di gestione delle cartelle cliniche su tutto il territorio nazionale.
Come funzionano i sistemi di gestione delle cartelle cliniche nell'assistenza primaria italiana
Nel modello di assistenza primaria italiano, il MMG rappresenta il primo punto di contatto del paziente e svolge il ruolo di gatekeeper verso il sistema sanitario più ampio. Il software clinico in questo contesto gestisce un'ampia gamma di compiti amministrativi e clinici: registrazione dei pazienti, generazione di prescrizioni elettroniche (ricetta elettronica), emissione di certificati di malattia (certificati INPS), registrazione delle diagnosi e invio di dati ai registri sanitari regionali e nazionali.
Poiché i MMG sono liberi professionisti e non dipendenti di un ospedale o di un sistema sanitario integrato, non esiste una piattaforma unica di gestione delle cartelle cliniche imposta dal datore di lavoro. Le autorità sanitarie regionali, le Aziende Sanitarie Locali (ASL) o le Agenzie di Tutela della Salute (ATS), a seconda della regione, possono incentivare o richiedere l'interoperabilità con specifici sistemi informativi sanitari regionali. La scelta del software per la gestione dello studio quotidiano resta in gran parte affidata al singolo medico di base o allo studio associato. Questa struttura spiega perché in Italia esista un numero significativamente elevato di fornitori di software per medici di base attivi rispetto ai Paesi in cui l'approvvigionamento IT per l'assistenza primaria è più centralizzato.
Il quadro nazionale: FSE (Fascicolo Sanitario Elettronico)
Al di sopra del panorama frammentato del software a livello di medico di base si colloca l'iniziativa nazionale italiana per la cartella clinica elettronica, il Fascicolo Sanitario Elettronico (FSE), spesso descritto come una cartella sanitaria longitudinale del paziente accessibile in tutti i contesti assistenziali. Il FSE non è uno strumento di assistenza diretta utilizzato dai medici di base durante le visite, ma rappresenta un'infrastruttura condivisa in cui i sistemi regionali e il software per medici di base dovrebbero inserire dati clinici, rendendo le cartelle disponibili a pazienti e clinici autorizzati in tutto il Paese.
Il FSE 2.0, versione aggiornata di questo sistema, è stato progettato attorno a un'architettura federata che collega medici di base, ospedali, regioni e cittadini, con l'obiettivo di creare un patrimonio completo di dati sanitari nazionali. Un'analisi peer-reviewed pubblicata su Advances in Public Health ha rilevato bassi tassi di adozione per il FSE 2.0 e significative disparità regionali nord-sud nell'adozione della sanità digitale, suggerendo che il divario tra ambizione nazionale e implementazione pratica resta ampio.
Un editoriale del 2025 su The Lancet Regional Health Europe è stato ancora più esplicito, sottolineando che l'Italia non dispone di un sistema di gestione delle cartelle cliniche unificato e centralizzato, con 20 regioni che operano in modo indipendente utilizzando tecnologie differenti. Il FSE rappresenta quindi un livello di integrazione e un'aspirazione politica tanto quanto una realtà operativa per la maggior parte dei medici di base.
I sistemi di gestione delle cartelle cliniche più utilizzati tra i medici di base italiani
Un numero relativamente ristretto di fornitori domina il mercato del software per medici di base in Italia, sebbene l'ecosistema complessivo sia molto più ampio. La documentazione sulla migrazione dei dati da piattaforme come IATROS, che elenca i software da cui può importare cartelle, offre una panoramica utile del mercato, citando sistemi come Millewin, Medico 2000, Profim, Koinè-K2, CCBracco, FPF, Phronesys, Perseo, Eumed, Mira-Pico, Aria Win, Docteur, Hippocrates, Venere Win, Simeba e Sogepa. Le piattaforme leader per presenza sul mercato sono le seguenti.
Millewin (Dedalus)
Millewin è costantemente indicato come il software di gestione delle cartelle cliniche per medici di base più diffuso in Italia, con oltre 40 anni di presenza sul mercato. Sviluppato originariamente da Millennium S.r.l. e ora parte del gruppo Dedalus, offre una gestione completa delle cartelle dei pazienti, generazione di prescrizioni elettroniche, codifica clinica e integrazione con progetti nazionali e regionali, tra cui il FSE 2.0. Millewin è attualmente in fase di certificazione MDR UE, il Regolamento sui dispositivi medici dell'Unione Europea. Uno studio accademico dell'Università di Padova ha confermato la posizione di Millewin come una delle soluzioni software per medici di base più utilizzate in Italia, analizzandone in dettaglio le principali funzionalità e l'interfaccia clinica.
Lo strumento MilleGPG, sviluppato come estensione dell'ecosistema Millewin, supporta il miglioramento della qualità nella rete dei medici di base italiani integrandosi con le cartelle cliniche per favorire audit clinici e misurazione della qualità dell'assistenza, a conferma di quanto la piattaforma sia ormai radicata nell'infrastruttura di ricerca e governance dell'assistenza primaria italiana.
PROFIM (CompuGroup Medical Italia)
PROFIM, offerto da CompuGroup Medical (CGM) Italia, è utilizzato da diverse migliaia di medici in tutta Italia e rappresenta una presenza significativa sul mercato, in particolare in alcune regioni del Nord. CGM Italia Group si posiziona come attore di primo piano nel mercato nazionale del software per l'assistenza primaria, offrendo versioni desktop e cloud della propria suite software per medici di base. Le funzionalità principali comprendono cartelle dei pazienti, gestione delle prescrizioni, reportistica SSN e interoperabilità regionale.
Medico2000 (Mediatec S.r.l.)
Medico2000 è una piattaforma consolidata con oltre 25 anni di presenza sul mercato italiano, disponibile in versioni desktop, mobile e cloud/web. Supporta l'integrazione con FSE 2.0, prescrizioni elettroniche, certificati INPS per la generazione di certificati di malattia e progetti di interoperabilità regionale. La sua disponibilità multipiattaforma ha contribuito a mantenerne la rilevanza mentre gli studi medici modernizzano i propri ambienti di lavoro.
FPF Software
FPF è una piattaforma di gestione delle cartelle cliniche per medici di base focalizzata sulla conformità ai requisiti normativi nazionali e regionali, incluse prescrizioni elettroniche e certificati INPS. È regolarmente citato insieme a Millewin e PROFIM come uno dei nomi consolidati nel mercato del software per l'assistenza primaria italiana.
Cartella Clinica Parmenide
Cartella Clinica Parmenide è un software di gestione delle cartelle cliniche regionale con una forte presenza in Campania, al servizio sia di medici di base sia di pediatri (Pediatri di Libera Scelta). Supporta la fatturazione elettronica, la comunicazione con i pazienti tramite SMS e la conformità alle normative nazionali e regionali, dimostrando come gli ecosistemi software regionali possano svilupparsi indipendentemente dai fornitori nazionali dominanti.
Variazione regionale nell'adozione del software
L'adozione dei sistemi di gestione delle cartelle cliniche in Italia non è uniforme. Le autorità sanitarie regionali svolgono un ruolo significativo nel determinare quali piattaforme i medici di base utilizzano nella pratica. Lombardia, Veneto, Toscana e Lazio gestiscono ciascuna ecosistemi di sanità digitale distinti, e i requisiti di interoperabilità stabiliti dai sistemi informativi sanitari regionali possono incentivare, o in alcuni casi richiedere, l'uso di piattaforme che si integrano con l'infrastruttura locale.
Uno studio che ha esaminato 270 medici di famiglia nella regione Veneto ha rilevato che, sebbene l'adozione dei sistemi di gestione delle cartelle cliniche fosse diffusa, la completezza della raccolta dati restava bassa secondo gli standard internazionali. Il 32 per cento dei pazienti diabetici non aveva dati clinici rilevanti registrati, sottolineando che la disponibilità del sistema non si traduce automaticamente in una documentazione clinica coerente. Lo studio si basava su dati raccolti nel 2009.
Uno studio peer-reviewed del 2024 che ha analizzato l'adozione della sanità digitale nell'ambito della riforma dell'assistenza primaria italiana (D.M. 77/2022) ha riscontrato che l'adozione è rimasta lenta in tutte le regioni a causa della carenza di personale e delle limitazioni infrastrutturali, con l'Alto Adige, generalmente considerato una delle regioni italiane più avanzate digitalmente, utilizzato come caso di studio. Anche in contesti regionali più dotati di risorse, la transizione verso un'assistenza primaria digitale integrata procede più lentamente di quanto previsto dalle tempistiche politiche.
Funzionalità principali su cui i medici di base fanno affidamento quotidianamente
Tra le principali piattaforme, il software per medici di base italiano è progettato attorno a un insieme coerente di requisiti funzionali che riflettono gli obblighi amministrativi e clinici dei MMG nell'ambito del SSN. Questi includono:
Registrazione dei pazienti e gestione demografica, incluso il collegamento del numero SSN e la gestione delle liste di popolazione
Prescrizioni elettroniche (ricetta elettronica dematerializzata), ora obbligatorie per la maggior parte delle prescrizioni in Italia
Generazione e invio di certificati di malattia all'INPS (Istituto nazionale della previdenza sociale) tramite canali digitali certificati
Invii all'assistenza specialistica, incluse visite specialistiche e indagini diagnostiche
Monitoraggio delle malattie croniche, a supporto della gestione di condizioni come diabete, ipertensione e malattie cardiovascolari attraverso un elenco di pazienti registrati
Codifica clinica, principalmente tramite ICD-9-CM (la nona revisione della Classificazione Internazionale delle Malattie, Modificazione Clinica), con alcune piattaforme che supportano ICPC-2 (Classificazione Internazionale dell'Assistenza Primaria, seconda edizione)
Invio di dati ai registri sanitari regionali e nazionali per reportistica epidemiologica e amministrativa
L'infrastruttura cloud Netmedica Italian (NMI), descritta in uno studio del 2020 sul supporto decisionale per la gestione del diabete, dimostra come i dati delle cartelle cliniche dei medici di base italiani possano essere aggregati tra gli studi per supportare il processo decisionale clinico. In questo caso, l'approccio ha raggiunto un'accuratezza di classificazione fino al 98 per cento per un indicatore specifico di qualità dell'assistenza cronica su 41.237 pazienti con diabete di tipo 2, senza richiedere alcuna raccolta di dati aggiuntiva oltre alla pratica clinica standard.
Sfide di interoperabilità e vincoli dei sistemi legacy
Uno dei problemi più frequentemente documentati nell'informatica dell'assistenza primaria italiana è la limitata interoperabilità tra il software a livello di medico di base e i sistemi ospedalieri o specialistici. Molte piattaforme attualmente in uso sono state progettate principalmente come strumenti di gestione dello studio autonomi, e la loro integrazione con l'infrastruttura FSE o i sistemi di gestione delle cartelle cliniche dell'assistenza specialistica rimane incompleta.
Questo genera un concreto onere documentale per i medici di base, che possono essere costretti a reinserire informazioni già raccolte in un sistema quando inviano pazienti o ricevono lettere di dimissione dagli ospedali. Si creano così silos di dati che compromettono la continuità dell'assistenza. Il medico di base di un paziente potrebbe non avere visibilità automatica su quanto avvenuto durante un ricovero ospedaliero, a meno che le informazioni non vengano comunicate manualmente.
La rete Netaudit, una collaborazione volontaria di circa 150 medici di base italiani che conducono audit e ricerche dal 2001, ha sperimentato direttamente le conseguenze di questa frammentazione. La diversità dei sistemi di gestione delle cartelle cliniche utilizzati dai medici di base partecipanti ha creato persistenti sfide di standardizzazione dei dati, rendendo difficile aggregare e confrontare i dati clinici tra gli studi anche all'interno di una rete di ricerca dedicata. Questa è una dimostrazione concreta di come l'eterogeneità del software influenzi non solo l'erogazione dell'assistenza, ma anche la capacità di generare evidenze dai dati dell'assistenza primaria su larga scala.
Un workshop della European General Practice Research Network tenutosi a Bertinoro, in Italia, ha evidenziato la coerenza nell'acquisizione dei dati e la standardizzazione della codifica come sfide ricorrenti nella ricerca sulle cartelle cliniche dell'assistenza primaria italiana, sottolineando che l'inserimento disciplinato dei dati e l'uso coerente dei sistemi di codifica sono prerequisiti per un'analisi significativa, condizioni difficili da raggiungere in un panorama software frammentato.
Il ruolo della codifica clinica nel software per l'assistenza primaria italiana
Il software per medici di base italiano gestisce la codifica clinica principalmente tramite ICD-9-CM, che rimane il sistema di codifica dominante nell'assistenza primaria e ospedaliera italiana, nonostante la transizione internazionale verso ICD-10 e ICD-11. Alcune piattaforme supportano anche ICPC-2, più adatto alla natura episodica e orientata al motivo della visita tipica della medicina generale.
La continua dipendenza da ICD-9-CM ha implicazioni per la qualità dei dati e la reportistica sanitaria nazionale. ICD-9-CM è meno dettagliato di ICD-10 in molte aree cliniche. La divergenza tra l'infrastruttura di codifica italiana e quella della maggior parte degli altri Paesi europei crea difficoltà quando si confrontano dati sanitari a livello internazionale o si contribuisce alla ricerca transfrontaliera. La coesistenza di più sistemi di codifica su diverse piattaforme complica ulteriormente gli sforzi di aggregazione dei dati dell'assistenza primaria a livello nazionale.
IA e documentazione clinica negli studi dei medici di base italiani
L'interesse per la documentazione clinica assistita da intelligenza artificiale (IA), ovvero sistemi informatici che svolgono compiti normalmente affidati all'intelligenza umana, e per la tecnologia vocale ambientale (AVT), che acquisisce le visite parlate e le converte in note cliniche strutturate, è in crescita nell'assistenza primaria italiana, sebbene l'adozione sia ancora agli inizi rispetto ad altri mercati europei dove è già più diffusa. Il principale fattore trainante è lo stesso che altrove: i medici di base italiani affrontano un notevole onere documentale, con compiti amministrativi che assorbono una parte significativa della giornata lavorativa e contribuiscono al burnout dei clinici.
Gli assistenti medici IA capaci di generare note cliniche strutturate a partire da visite parlate, riducendo la necessità di inserimento manuale dei dati, stanno iniziando a essere esplorati come integrazioni alle piattaforme software esistenti per medici di base. L'interesse è evidente in un contesto in cui i medici di base gestiscono ampie liste di pazienti, popolazioni complesse di malattie croniche e obblighi di reportistica verso molteplici registri regionali e nazionali.
Diversi fattori limitano una rapida adozione in Italia. Le architetture software legacy delle principali piattaforme per medici di base non sono state progettate pensando all'integrazione dell'IA. L'ambiente normativo per l'IA come dispositivo medico è in evoluzione sia nell'ambito del Regolamento sui dispositivi medici sia dell'AI Act dell'UE, la legge europea sull'intelligenza artificiale. La conformità al Regolamento generale sulla protezione dei dati (GDPR), la normativa europea sulla privacy dei dati, aggiunge ulteriore complessità, in particolare per i servizi IA basati su cloud che trattano dati sanitari sensibili. La disparità infrastrutturale nord-sud, documentata da ricerche recenti, implica inoltre che le condizioni per l'adozione dell'IA (connettività affidabile, hardware aggiornato e personale clinico digitalmente competente) non siano uniformemente presenti negli studi dei medici di base italiani.
Caratteristiche chiave del panorama delle cartelle cliniche dell'assistenza primaria italiana
Il mercato del software per medici di base italiano è caratterizzato da un ristretto numero di fornitori consolidati che operano in un ambiente di approvvigionamento strutturalmente frammentato. Diverse caratteristiche lo distinguono dai mercati delle cartelle cliniche dell'assistenza primaria di altri Paesi europei:
Millewin (Dedalus) detiene la quota di mercato più ampia tra i medici di base italiani, con PROFIM (CGM Italia) e Medico2000 che rappresentano posizioni secondarie di rilievo
Le autorità sanitarie regionali influenzano l'adozione tramite requisiti di interoperabilità e sistemi di incentivi, dando vita a ecosistemi di sanità digitale distinti in regioni come Lombardia, Veneto, Toscana e Campania
Il quadro nazionale FSE 2.0 rappresenta più un'ambizione di integrazione che una realtà pienamente operativa, con tassi di adozione inferiori agli obiettivi politici e persistenti disparità nord-sud
ICD-9-CM resta il sistema di codifica dominante, creando sfide di qualità dei dati e interoperabilità rispetto agli standard internazionali
I limiti dei sistemi legacy ostacolano l'interoperabilità tra il software per medici di base e i sistemi ospedalieri o specialistici, generando oneri documentali e silos di dati che incidono sia sulla continuità dell'assistenza sia sulla capacità di ricerca
L'IA e la tecnologia vocale ambientale stanno suscitando crescente interesse come strumenti per ridurre l'onere amministrativo, ma l'adozione è ancora agli inizi e limitata da architetture software, requisiti normativi e disparità infrastrutturali
La tensione tra le ambizioni nazionali di sanità digitale dell'Italia, incarnate nel quadro FSE 2.0 e nell'agenda di riforma dell'assistenza primaria del D.M. 77/2022, e la realtà sul campo di un ecosistema software frammentato e dominato da sistemi legacy è la caratteristica distintiva di questo panorama. Si stanno compiendo progressi, ma le condizioni strutturali che hanno generato l'attuale frammentazione non sono facilmente né rapidamente superabili.
Domande frequenti
▶ Quale sistema di gestione delle cartelle cliniche utilizza la maggior parte dei medici di base italiani?
Millewin, sviluppato originariamente da Millennium S.r.l. e ora parte del gruppo Dedalus, è costantemente indicato come il software di gestione delle cartelle cliniche per medici di base più diffuso in Italia, con oltre 40 anni di presenza sul mercato. PROFIM, offerto da CompuGroup Medical Italia, e Medico2000, sviluppato da Mediatec S.r.l., occupano posizioni secondarie di rilievo. I requisiti delle autorità sanitarie regionali e gli incentivi all'interoperabilità influenzano anche la scelta delle piattaforme adottate dai medici di base, per cui l'adozione varia nelle 20 regioni italiane.
▶ Cos'è il FSE (Fascicolo Sanitario Elettronico) e come si relaziona al software per medici di base?
Il Fascicolo Sanitario Elettronico, o FSE, è l'iniziativa nazionale italiana per la cartella sanitaria longitudinale del paziente. Funziona come un'infrastruttura condivisa in cui i sistemi regionali e il software per medici di base dovrebbero inserire dati clinici, piuttosto che come uno strumento di assistenza diretta utilizzato dai medici di base durante le visite. Il FSE 2.0 aggiornato mira a collegare medici di base, ospedali, regioni e cittadini attraverso un'architettura federata, ma un editoriale del 2025 su The Lancet Regional Health Europe ha rilevato che l'Italia non dispone di un sistema di gestione delle cartelle cliniche unificato e centralizzato, con tassi di adozione inferiori agli obiettivi politici e persistenti disparità nord-sud.
▶ Perché in Italia ci sono così tanti fornitori di software per medici di base in concorrenza?
I medici di base italiani, noti come Medici di Medicina Generale, operano come liberi professionisti con contratti stipulati dal Servizio Sanitario Nazionale. Nessun singolo datore di lavoro impone una piattaforma di gestione dello studio, quindi la scelta del software resta in gran parte affidata al singolo medico di base o allo studio associato. Le autorità sanitarie regionali possono incentivare o richiedere l'interoperabilità con sistemi specifici, ma ciò genera un ambiente di approvvigionamento frammentato che sostiene un numero significativamente elevato di fornitori attivi rispetto ai Paesi in cui l'approvvigionamento IT per l'assistenza primaria è più centralizzato.
▶ Quali funzionalità principali devono offrire i sistemi di gestione delle cartelle cliniche per medici di base italiani?
Il software per medici di base italiano deve gestire la registrazione dei pazienti e la gestione demografica collegata ai numeri del Servizio Sanitario Nazionale, le prescrizioni elettroniche (ricetta elettronica dematerializzata), la generazione e l'invio di certificati di malattia all'INPS (Istituto nazionale della previdenza sociale), gli invii all'assistenza specialistica, il monitoraggio delle malattie croniche, la codifica clinica e l'invio di dati ai registri sanitari regionali e nazionali. Questi requisiti riflettono gli obblighi amministrativi e clinici dei medici di base nell'ambito del Servizio Sanitario Nazionale.
▶ Quale sistema di codifica clinica utilizzano i medici di base italiani?
ICD-9-CM, la nona revisione della Classificazione Internazionale delle Malattie, Modificazione Clinica, resta il sistema di codifica dominante nell'assistenza primaria e ospedaliera italiana, nonostante la transizione internazionale verso ICD-10 e ICD-11. Alcune piattaforme supportano anche ICPC-2, la Classificazione Internazionale dell'Assistenza Primaria, seconda edizione, più adatta alla natura episodica e orientata al motivo della visita tipica della medicina generale. La continua dipendenza da ICD-9-CM genera sfide di qualità dei dati e interoperabilità quando si confrontano dati sanitari a livello internazionale o si contribuisce alla ricerca transfrontaliera.
▶ In che modo la variazione regionale influisce sull'adozione dei sistemi di gestione delle cartelle cliniche in Italia?
Le autorità sanitarie regionali, note come Aziende Sanitarie Locali o Agenzie di Tutela della Salute a seconda della regione, influenzano l'adozione del software per medici di base tramite requisiti di interoperabilità e sistemi di incentivi. Lombardia, Veneto, Toscana, Lazio e Campania gestiscono ciascuna ecosistemi di sanità digitale distinti. Uno studio peer-reviewed del 2024 ha rilevato che l'adozione della sanità digitale nell'ambito della riforma dell'assistenza primaria italiana è rimasta lenta in tutte le regioni a causa della carenza di personale e delle limitazioni infrastrutturali, con l'Alto Adige, considerato una delle regioni italiane più avanzate digitalmente, utilizzato come caso di studio.
▶ Quali problemi di interoperabilità affrontano i medici di base italiani tra i sistemi di assistenza primaria e specialistica?
Molte piattaforme per medici di base in Italia sono state progettate come strumenti di gestione dello studio autonomi, e la loro integrazione con l'infrastruttura FSE o i sistemi di gestione delle cartelle cliniche ospedaliere resta incompleta. Questo significa che i medici di base possono essere costretti a reinserire informazioni già raccolte in un sistema quando inviano pazienti o ricevono lettere di dimissione dagli ospedali. Il medico di base di un paziente potrebbe non avere visibilità automatica su quanto avvenuto durante un ricovero ospedaliero, a meno che le informazioni non vengano comunicate manualmente, creando silos di dati che compromettono la continuità dell'assistenza.
▶ I medici di base italiani stanno adottando strumenti di documentazione clinica assistita da IA?
L'interesse per la documentazione clinica assistita da intelligenza artificiale e la tecnologia vocale ambientale, che acquisisce le visite parlate e le converte in note cliniche strutturate, è in crescita nell'assistenza primaria italiana, sebbene l'adozione sia ancora agli inizi. Il principale fattore trainante è l'onere documentale, con compiti amministrativi che assorbono una parte significativa della giornata lavorativa. L'adozione è limitata dalle architetture software legacy non progettate per l'integrazione dell'IA, dall'ambiente normativo in evoluzione nell'ambito del Regolamento sui dispositivi medici e dell'AI Act dell'UE, dai requisiti di conformità al Regolamento generale sulla protezione dei dati e dalla disparità infrastrutturale nord-sud documentata da studi recenti.
▶ In che modo la frammentazione del software influisce sulla ricerca clinica che utilizza i dati dei medici di base italiani?
La diversità dei sistemi di gestione delle cartelle cliniche utilizzati negli studi dei medici di base italiani crea persistenti sfide di standardizzazione dei dati. La rete Netaudit, una collaborazione volontaria di circa 150 medici di base italiani che conducono audit e ricerche dal 2001, ha sperimentato direttamente questo problema: piattaforme software diverse rendono difficile aggregare e confrontare i dati clinici tra gli studi anche all'interno di una rete di ricerca dedicata. Un workshop della European General Practice Research Network tenutosi a Bertinoro, in Italia, ha inoltre identificato la coerenza nell'acquisizione dei dati e la standardizzazione della codifica come sfide ricorrenti nella ricerca sull'assistenza primaria italiana.